Un'identità dinamica per una scuola in movimento

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Una scuola senza pareti, in viaggio verso i suoi studenti.

Così Maria Palmieri e Alessandro Tricarico, i due fotografi pugliesi vincitori del bando PIN, immaginano la scuola di fotografia: itinerante per natura e alla continua ricerca dei suoi studenti, sparsi tra Gargano, Monti Dauni e Tavoliere.

La nostra missione è stata quella di aiutare il progetto, nella sua fase di start-up, a costruire un’identità visiva da subito distinguibile dalle altre piccole realtà che operano nello stesso ambito e versatile dal punto di vista comunicativo.

Siamo così partiti dalle richieste e dalle suggestioni iniziali, per poi strutturare un sistema visivo articolato e pronto per essere declinato in tutti i canali utili alla diffusione del progetto.

 
 

MISSION
Creare un logo per la scuola, progettando anche le applicazioni per la stampa e per i canali social.

OUTCOME
Abbiamo creato un sistema visivo dinamico e versatile, coprendo non solo le esigenze attuali della comunicazione, ma pensando anche al futuro del progetto.

Services
Logo Design
Naming Strategy
Identity System Design
Digital/Print Assets

 
 

 

Il problema: troppi significati rischiano di rendere un logo didascalico.

Alessandro e Maria ci hanno chiesto di raccontare nel loro nuovo logo tanti concetti diversi: il territorio, gli individui da connettere, la fotografia e il continuo movimento. Mettere troppe informazioni in un solo logo risultava però troppo didascalico e illustrativo. Così abbiamo deciso che era meglio iniziare da capo. O almeno dal naming.

 
Le prime bozze, scartate perché troppo illustrate e didascaliche.

Le prime bozze, scartate perché troppo illustrate e didascaliche.

 
 

Partiamo dal naming: una scuola così non deve essere piccola, ma agile.

Lavorando alle prime bozze e ascoltando con attenzione le idee di Alessandro e Maria, abbiamo scoperto come il nome fosse ancora in via di definizione: talvolta suonava meglio la piccola scuola di fotografia itinerante, altre volte si preferiva l’aggettivo mobile, altre volte semplicemente le parole venivano invertite.
Ma perché chiamare piccola chi vuole crescere? La scuola di fotografia che volevamo raccontare non ha limiti geografici, lavora in un territorio che, se oggi è la provincia di Foggia, domani potrà essere l’intero stivale.
Così abbiamo proposto una direzione di naming più precisa.

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In questo senso un acronimo rende più scorrevole la strategia comunicativa, diventando una firma immediata e confidenziale che, oltre a essere più amichevole e facile da ricordare, anticipa la tendenza naturale degli studenti all'abbreviazione (vedi istituti come PoliMi, IED, NABA, etc).

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Il primo elemento della nostra narrazione, il territorio.

Trattandosi di professionisti che operano nel campo dell’immagine, è stato molto stimolante confrontarci con Alessandro e Maria anche a proposito di suggestioni visive che potessero aiutarci a definire l’identità del progetto. E così, tra una telefonata e l’altra, sono venute fuori le venature degli alberi, i reticoli, le ramificazioni che nella mappe - celesti o terrestri - descrivono e connettono i luoghi.

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Il territorio di SIF - Gargano, Monti Dauni e Tavoliere - è composto da galassie diverse e apparentemente distanti, ma appartenenti a un unico universo, quello di una provincia che non sa riconoscersi come unica perché disabituata a interpretare le sue proprie differenze come ricchezze.
Per questo motivo abbiamo deciso di rappresentarle attraverso un’immagine generativa prodotta da forme che ricordano le curve di livello delle carte topografiche, attraverso un algoritmo che ci restituisce ad ogni “consultazione” un disegno diverso.

 
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Gli individui diventano i tesori nascosti nel territorio.

SIF è conoscenza, consapevolezza e valorizzazione del territorio, dei suoi tesori e delle sue risorse. Palmo a palmo, SIF porterà a galla quanto sul territorio è stato detto attraverso il linguaggio della fotografia (rispolverandone gli archivi locali), tracciandone le rughe, le vette e i vuoti. Scoverà soprattutto i tesori più preziosi, ovvero gli individui, quei giovani disseminati e smarriti, che diventano alunni di una scuola diffusa su un territorio a serio rischio di spopolamento e abbandono.

 
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L’istantanea del territorio, incorniciata in una lente.

SIF è, per i suoi studenti, il cannocchiale attraverso cui osservare, con occhi nuovi, il proprio territorio. La lente che li aiuterà a mettere a fuoco, per la prima volta, la costellazione di luoghi e volti e prospettive che da sempre popolano il loro campo visivo. L'obiettivo in cui inscrivere, in modo inconsueto, il consueto.

 
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Il risultato? Un’identità in movimento, totalmente modificabile e personalizzabile.

Loghi e identità statiche sono più adatti a brand del passato: oggi la comunicazione è fluida, responsive e avviene attraverso canali in costante mutazione. Ecco perché a maggior ragione una scuola senza limiti fisici, che si rivolge a un pubblico di giovani studenti, ha bisogno di un'identità dinamica: un insieme di regole compositive e tipografiche che ne determinano il tono di voce, permettendo a qualsiasi utente di giocare con gli elementi creando combinazioni sempre nuove.

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